"Nei popoli, come nei bambini e in ogni uomo, il dare forma nasce dalla commozione per qualcosa di più grande". Antonì Gaudì
Realizzare un progetto vuol dire innanzi tutto mettersi in ascolto, conoscere. In ascolto di chi? Conoscere chi?
Le persone, il luogo, la materia, il tempo per arrivare all'oggetto finale: risultato dell'incontro tra il desiderio delle persone e la professionalità, la competenza e la sensibilità dell'architetto che tenta di dare forma al desiderio stesso.
Ciò che maggiormente mi interessa nel progetto è la fase di ricerca sull'oggetto stesso. Mi affascina cogliere le relazioni con il contesto in cui si inserirà. Per questo pongo uno sguardo attento alla tradizione e all'innovazione, nostra e delle altre culture. Il risultato, la cui forma, spesso si coniuga alla funzione, diventa la sintesi fra la ricerca e il momento compositivo.
Impegnata in un continuo aggiornamento dell'attività professionale, guardo con attenzione le nuove tecnologie di costruzione, i nuovi sistemi costruttivi, i nuovi materiali in commercio. Ho sviluppato il metodo di lavorare in rete con altri professionisti, operatori del settore e artigiani.
Silvia Bernocchi nasce a Prato nel 1969 e si laurea a Firenze nel 1996.
Dal 1996-2000 inizia l'attività come freelance collaborando con vari studi di architettura e di ingegneria pratesi e fiorentini.
Nel 1998 si specializza nella progettazione e coordinamento della sicurezza per l’esecuzione dei lavori L.494/96.
Nel 2001 fonda insieme a Massimo Gazzini e a Gerardo Liberatore lo studio "laboratorio architetti".
Nel 2004 approfondisce l’interesse per la bioarchitettura frequentando il corso nazionale di bioarchitettura.
Nel 2008 entrano come soci all’interno dello studio Serena Rosati e Enrico Luisi.
Nel 2013 continua l'attività come freelance.